Percorso:

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domenica 29 giugno 2014

#28 La mia storia


PARTE UNO: dall'inizio al 2012

Sono nata nel 1992, a dicembre. Ho 21 anni quindi. Non ho mai amato il mio nome, per come suona, ma amo il suo significato, e solo ora inzio ad apprezzarlo nella sua interezza. Da piccola ero una bambina molto dolce, molto coccolona, lo sono anche ora: terribilmente mielosa. Quando mi arrabbiavo, mia madre dice che facevo paura, che mi passava come un temporale negli occhi.. Mi piace questo modo di dirlo! Non sono cambiata ahahah.. Sono andata all'asilo solo un anno, e l'ho odiato. Alle elementari mi sono quasi sempre sentita sola. Ero “l'amica di tutti e di nessuno”. Ero già troppo "diversa". Le femmine della classe mi chiamavano solo per picchiare i maschi e mi sentivo esclusa dai giochi e ho dei ricordi anche spiacevoli. Il mio primo bacio l'avevo dato all'asilo, mentre in quarta elementare ho avuto la mia prima cotta. In quinta elementare stavo “meglio”: ho stretto maggior amicizia con delle bambine. Wow, mi sentivo benedetta. Da bambina fino ai 15 anni sono sempre stata un po' un maschiaccio.credo fosse per il fatto di avere tre fratelli più grandi e di essere cresciuta in mezzo a ragazzi più grandi. I miei coetanei mi disgustavano!Le mie estati da infante comunque erano felici e giocose, in montagna e al lago. Durante le elementari ricordo giochi erotici con mio fratello e con mio cugino, cosa anche non proprio soft. C'è chi lo chiama abuso.. forse è così. Io da piccola negavo tutto, e in qualche modo credo che questo abbia molto a che vedere sul modo che ho di relazionarmi con gli uomini, assieme al rapporto particolare con papà. Poi boh. Della mia infanzia ricordo molte cose belle, ma anche brutti momenti: gli esaurimenti della mamma, le litigate furiose dei fratelli, le esplosioni di rabbia di mio papà. Comunque, in prima media mi son ritrovata sola e disperata. In seconda media ho fatto amicizia, mi sono legata a delle ragazzine.. ho avuto una cotta per un prof di 25 anni. In terza media, stavo da dio. Ero felice, avevo amiche e tutto. Ho iniziato equitazione. Però ho cominciato anche a scoprire un mio lato molto malinconico. Sono diventata molto riflessiva, molto attenta, molto introspettiva. E lo si vedeva dai miei temi. Gli insegnanti dicevano che c'era un abisso tra me e i miei compagni. Sempre quell'anno, è iniziata la mia prima dipendenza affettiva, solo che è rimasta solo agli inizi perché son volata verso l'universo delle superiori. Era il professore di lettere, DG. Lo pensavo sempre, a volte pensavo di esserne innamorata, a volte no. Mi piaceva che lui aveva capito com'ero e si chiedeva sempre cosa avevo o come stavo. Mi stava vicino, ma io facevo finta di disprezzarlo e lo trattavo male, ma lui non mollava. Un rapporto particolare.. Ho ancora il diario dell'epoca in cui dico tutto di quelle giornate.. Poi la scuola è finita. Ricordo ancora il suo abbraccio, l'ultimo giorno. Non lo scorderò mai. Quell'anno è morta anche una mia cara amica: è stata uccisa. Aveva 23 anni, ma per me era come una sorella più grande. E' morta anche la mia prima coniglietta quell'estate: ho sempre avuto un rapporto profondo con gli animali, e la sua morte mi ha fatto più male della morte di mio nonno, per intenderci. Ah, a 12 anni avevo iniziato equitazione e l'ho adorata assieme alle vacanze in Camargue. I cavalli mi salvano. Ad ogni modo, poi sono approdata al liceo linguistico. Orario massacrante e professori ai miei occhi terribili. Ero di nuovo sola. I primi due anni sono stati durissimi: zero amici, non parlavo quasi mai con nessuno, i compagni mi deridevano (per il mio modo di vestire, perchè parlavo poco) e mi sentivo torturata. Mi divertivo solo alle riunioni per gli adolescenti all'oratorio, l' ADO: lì ero me stessa.. e ridevo tanto. Ero come due persone diverse: una timidissima e invisibile, e una chiassosa e egocentrica. Sono stati due anni tristi. Ho dovuto anche smettere equitazione perchè stavo male fisicamente: avevo il ciclo (avuto a 13 anni) irregolare e abbondante, e iniziavo a sentirmi male già dieci giorni prima di averlo. Sintomi di tutti i generi (pianto, dolori, gonfiore, fame..). Così ho iniziato a prendere la pillola: yasmine. Dimenticavo: a 13 anni pesavo 48 kg x 165, mentre a 15 ero già sui 60/65, ma mi sono alzata di 4 cm. Io mangiavo, manco ci pensavo al peso, anche se mi dava fastidio vedere che ingrassavo. A 16 anni, in terza superiore, mi sono divertita da matti: sono riuscita a tirarmi fuori a scuola, avevo amici, ridevo sempre (si, sono molto stupida), studiavo ed ero felice. Facevo ancora fatica a fare tipo uscite di gruppo eccetera, avevo ancora molti molti blocchi, però insomma ero “contenta”. In terza superiore poi la rivoluzione: mi sono innamorata della filosofia.. e della prof di filosofia, V.. Ecco la seconda dipendenza affettiva, la più distruttiva e la più pervadente di tutte: lei era per me una luce. Adoravo quello che diceva, la sua voce dolcissima, il suo buonumore.. Il primo anno però con lei avevo un blocco. Non riuscivo a parlarci e le stavo lontana, fingendo di odiarla. Lei lo notava, e rideva. Alla fine dell'anno abbiamo parlato per un sacco di tempo in corridoio, e ho saltato tedesco, lo ricordo bene. Abbiamo parlato quaranta minuti in realtà ma sono impressi in me come a fuoco, e ha capito molto di me. E per me è diventata ancora più speciale. Ho la conversazione registrata ancora adesso. Si, ero talmente ossessionata che registravo con l'ipod in tasca ogni volta che parlavamo. Quanto ero pazza? Tanto. Mi sembrava di vivere per lei, di respirare per lei. La volevo mia, la volevo vicina e basta.  In quarta (2009/2010) studiavo tantissimo, e sono arrivata al 9. In realtà in quell'inverno ho iniziato a piangere tutte le sere. Ad essere molto depressa, ma mi esibivo comunque con le risate a scuola. Ho partecipato a diverse attività. Ero brillante, in ogni campo, ma dentro stavo crollando, e me ne rendevo a malapena conto. Con la prof avevo un rapporto bellissimo, fatto di chiacchierate, sorrisi, bei voti e anche cose “strane” che mi inventavo per attirare la sua attenzione. A febbraio il primo taglio: la sua iniziale. Per me quella donna stava diventando “invadente”, nel senso che era troppo presente dentro di me, e mi sentivo distruggere dall'amore per lei, dall'ossessione. Così l'ho segnata sulla mia pelle. E sarà lì per sempre. Ci tengo a precisare che all'epoca mi tagliavo perchè provavo troppo dolore interiore, e farlo mi faceva stare meglio: mi faceva sentire viva, ero felice di punirmi per quello che ero, e poi farlo rilascia endorfina, quindi calma, solo che poi ne sono diventata un po' dipendente.. A marzo cmq ho detto alla prof che le dovevo parlare, e le ho detto che avevo iniziato a tagliarmi (buffo, avevo iniziato proprio per lei!). Lei è stata dolcissima, mi ha parlato a lungo, e mi ha aiutata a incontrare lo psicologo della scuola. Io avevo una paura matta di andare da uno strizzacervelli, ma lei mi ha convinta.. benedetta donna dico ora! Così a maggio dovevo incontrare la mia psicoterapeuta la prima volta. Ma quel giorno ero talmente in ansia, la mia migliore amica mi aveva detto all'intervallo che non poteva accompagnarmi, quindi sono andata fuori di testa. E nella lezione della prof ho rovesciato il banco e sono fuggita dalla classe. Lei ha mollato tutto e mi ha seguita.. altre parole, tante parole.. alla fine sono riuscita ad iniziare il mio percorso con la psicologa. In quinta superiore, una tragedia. Ero ancora attaccata alla mia prof in maniera spaventosa. Un giorno che stavo male le ho scritto sul cellulare (si , avevo il suo numero da più di un anno, e ogni tanto ci scrivevamo), e lei mi ha ferita: ha mostrato il messaggio alla preside. Io le avevo scritto che non sapevo più come fare e che le volevo parlare. Che c'era di male? Io lo so: l'ho spaventata. Ho oltrepassato il limite. E lei è andata da quella stronza. Mi hanno chiamata su in ufficio, lo ricordo bene, e lì mi sono così incazzata che me ne sono andata sbattendo la porta. Sono andata in bagno a tagliarmi con la lametta. Tagli su tagli. Lei mi aveva tradita, mi aveva abbandonata, dopo avermi detto “Se hai bisogno di me, sai che non c'è nessun problema: ci sono, sempre e comunque.” Io sono andata da lei il giorno dopo e le ho chiesto spiegazioni: e lei “Non fa niente”. Bè se non faceva niente non facevi niente, dio! Da quel giorno per me non esisteva più. L'ho cancellata completamente, un vuoto incolmabile che mi ha risucchiata. Ero molto ferita, troppo, e l'ho cancellata dalla mia mente, e per un po' anche dal mio cuore. L'ho rimpiazzata con la psicologa, o almeno ci ho provato. Ho iniziato a sentirmi ossessionata anche da lei. Anche lei l'ho marchiata sulla mia pelle, perchè alla fine mi uccideva. L'ho mollata un anno dopo perchè non potevo permettere che continuasse a distruggermi: non saprò mai se mi ha aiutata. (Perlomeno in quel periodo mi sono conosciuta molto nel “male” più che nel bene.) So solo che nelle sedute stavo male da morire, e mi divertivo a farla piangere facendo la melodrammatica. E mi inventavo attacchi di panico e dolore solo per averla vicino e farmi dare una carezza. Il dolore c'era, ma lo usavo come volevo: sapevo esagerarlo, o tirarlo fuori quando serviva. Volevo stare male, non c'erano dubbi. Ah, dimenticavo: dopo che la prof mi ha fatto quella stronzata, ho smesso di mangiare. Per mesi non ho toccato quasi niente, ho perso una decina di kg. E mi tagliavo quasi tutti i giorni. Ogni tanto vomitavo. Sentivo di non meritare niente. Mi sentivo sempre in colpa di essere quella che ero, mi sentivo un peso, un mostro, non meritavo amore da nessuno, meno che mai da me stessa. Dovevo punirmi e basta. Sono uscita con un ragazzo che non mi interessava e ricordo il sapore delle sue labbra disgustoso. Alla fine quando mi tenevo in piedi ogni giorno con 3 cioccolatini, mia madre mi ha fatto un discorsetto. Boh, alla fine ho provato a riprendere a mangiare. In famiglia le cose andavano male, a scuola le cose andavano male. Soffrivo d'insonnia, dormivo a scuola e nel pomeriggio e studiavo fino alle 2 di notte. Mi massacravo con uno stile di vita da uccidere chiunque. Ho odiato compiere 18 anni. Io sono una Peter Pan, cazzo! A novembre ho avuto il mio primo attacco di panico a scuola, e hanno chiamato l'ambulanza. A gennaio del 2011 ho iniziato a vedere la psichiatra, che mi ha dato un antipsicotico per i pensieri fissi, e un antidepressivo. Ho iniziato a mangiare di più e a metter su peso: ero disperata. Continuavo a provare diete, ma niente funzionava. Però almeno dormivo, e stavo un po' meglio. Continui attacchi d'ansia, certo.. orario ridotto a scuola. Ho perso l'anno, ero troppo stanca. Così è passata l'estate.. A luglio ho fatto sesso per la prima volta e con uno sconosciuto: dolore e tristezza perchè volevo solo buttarmi via, e io ci tenevo molto alla mia verginità, volevo che la mia prima volta fosse speciale. Ricordo l'odore amaro, acre del suo alito che sapeva di sigaretta. Quanto me ne pento. Accadde subito dopo il 3 luglio: il giorno in cui ho preso una scatola di antipsicotici: 24 cps di haldol(aloperidolo). Mi hanno portato all'ospedale e mi hanno fatto la lavanda gastrica. Mi hanno fatto parlare con uno psichiatra, che poi ha telefonato alla mia e mi ha lasciato andare da lei. Dimenticavo: la mia diagnosi era quella di borderline. A settembre comunque stavo meglio, nonostante tutto: avevo meno la fissa del cibo, ma sempre un po' quella del peso. Ma in quinta (2011/2012) avevo un nuovo prof di filo, G. Con lui non sono stata male tanto da farmi male. Con lui era tutto molto più equilibrato: un rapporto perfetto, profondo, bello. Ore passate a chiacchierare. Mi ha sorretto tante di quelle volte quando non riuscivo a camminare perchè stavo male.. il mio angelo custode, per tutto l'anno. Mi ascoltava davvero, mi provava a capire. Mi raccontava di sé. Mi ha insegnato tanto. Io ero un pochino ossessionata forse, ma non in maniera terribile. Certo, mi sono tagliata anche per avere la sua attenzione.. quello è più forte di me, però, tutto sommato.. Ricordo quando l'ha scoperto che mi tagliavo: stavo male ed ero uscita dall'aula. Mi ero seduta contro il muro e mi ero tagliata. Lui è uscito a vedere come stavo. Io l'ho guardato negli occhi egli ho fatto vedere i tagli. Lui mi ha teso la mano per farmi alzare.. io gli ho messo in mano la lametta. Lui l'ha nascosta nella tasca del suo giaccone, lo stesso che mi ha messo addosso tante volte per scaldarmi.. Mi aiutata ad alzarmi e mi ha portato in infermeria. Questo è successo a novembre. A gennaio 2012 mi sono tagliata più a fondo, e lui mi ha dato il suo fazzoletto per fasciare i tagli.. sono andata via in ambulanza quella volta, mi hanno richiuso i tagli, e il fazzoletto gliel'ho resitutito l'anno scorso. E' andato avanti l'anno scolastico ad ogni modo, il mio ultimo si sperava, sempre con orario ridotto e ore e ore passate in infermeria.. studiavo, ma non troppo. Alla fine son passata, anche se meritavo molto di più a parer mio, ma ero distrutta. Ah, alla maturità ci sono arrivata con una nuova psichiatra. Con quella vecchia (F.) avevo litigato, e le avevo detto che era una stronza e che non la volevo mai più vedere. Le stesse cose le avevo dette alla psicologa (P.).  Questa qui è una tosta, brava, simpatica, ma io mi son rifiutata di aprirmi all'inizio, poi è andata meglio ma l'ho vista talmente poco.. mi sentivo abbandonata perché lei è dovuta essere ricoverata per molto molto tempo. Mi sento persa senza di lei, senza il mio prof, senza la mia scuola in cui stavo così bene, nel senso che mi sentivo me là, mi sentivo regina di quel luogo. Avevo tanti di quei ricordi lì dentro.. belli e brutti. Quell'anno a scuola, sentivo di stare sempre meglio, di poter finalmente guarire.. poi sono tornata un po' ad avere crisi, ma andando in palestra mi sfogavo e trovavo un rifugio.. (da 71 kg a 66)Mi sento sempre meno degli altri, più brutta, più stupida, più tutto, tranne quando ho i deliri di onnipotenza, s'intende. Comunque per spiegare a mia ansia eccetera vorrei dire che io avevo paura a uscire di casa perché mi sentivo guardata da tutti, a passare dalla porta perché mi sentivo troppo enorme, a rispondere al telefono o chiamare qualcuno, ad uscire la sera con gli “amici”, ad andare al supermercato e passare dalla cassiera, ad andare nei negozi e parlare coi commessi.. oh insomma almeno queste cose le ho superate!! Poi a 16 mi sono innamorata di un ragazzo che poi si è ammalato di leucemia. Lui è uscito con una mia cara amica che mi ha “tradito” perché sapeva che ne ero pazza. Scommetto che ha scelto lei perchè era uno stecchino, o boh. Mi sono innamorata anche di un ragazzo della Toscana, via web, che era bipolare e considero il mio grande amore. Bè, lui non l'ho mai incontrato, ci siamo conosciuti su un forum e mi sono innamorata innanzitutto di come scriveva. Usavamo la webcam.. e così.. comunque con lui era un casino. Mi amava, ma poi negava tutto. Aveva troppa paura forse, io volevo incontrarlo.. ma continuavamo a litigare.. ma eravamo noi, ed eravamo fatti l'uno per l'altra. E su questo ci torno dopo. Quasi dimenticavo: ho iniziato a frequentare il coro Green Sisters che canta Gospel, e che dirige mio padre, e vi ho partecipato due anni, fino a quando lui è andato via di casa. Ah, un po' di cose ad cazzum: a 17 anni ho pure baciato più volte la mia migliore amica: ora le ragazze mi attizzano, si.. poi credo di essermi inventata delle cazzate enormi in terapia, solo per dire qualcosa. Forse erano cose vere, forse no, o forse un po'. Potrei dire d'altro che mio padre è un narcisista che ha esplosioni paurose di rabbia ma anche tante qualità purtroppo secondo me buttate nel cesso; che mia mamma è stata tanto male, ha subito diversi interventi e io vorrei essere la sua gioia e non stare sempre di merda. Mio fratello, il più grande, soffre di disturbo ossessivo-compulsivo.. Lui e un altro fratello sono in sovrappeso. Mio papà è obeso e non gli importa, gioca con la salute, ma poi beve 'acqua alcalinizzata. Mia madre alla mia età era anoressica, ha rischiato di morire a 39 kg. Dimenticavo: ho detto che la mia diagnosi è quella di borderline? All'inizio mi identificavo in questa etichetta, poi per un periodo l'ho rifiutata, poi c'è stata la sintesi e ora cerco di discernere la me border dalla me vera. E' complicato in realtà.. Poi, bè.. per cambiare un po' argomento e allentare la tensione di leggere uan roba del genere di me posso dirvi che amo la primavera e il colore viola, i conigli, i cavalli, i musical, i dolci, la natura e la filosofia. Sono una ragazza emotiva, sensibile, che ha scoperto la logica all'università e ora cerca in tutti i modi di razionalizzare per non farsi trascinare dalle emozioni e non essere troppo impulsiva. Io vvo di emozioni, e l'attenzione della gente mi fa sentire viva, e la logica mi eleva sopra tutto e mi dà sicurezza: vero o falso, premesse e conclusioni. Ho un sentimento ambivalente e fortissimo nei confronti di tutto quanto. E' strano, amo il mondo perché è meraviglioso ma struggente e terribile. Comunque.. Io mi tagliavo per dolore, ma anche per ottenere attenzione: sono malata di attenzione, per questo mi sento pazza delle volte, per questo tendo ad esagerare. E' un desiderio malsano, sul serio, che porta all'autodistruzione. Succhio la vita e l'energia alle persone con cui ho un rapporto troppo profondo. Sono come una sanguisuga, una zecca. E vabbé poi in tutto questo non ho accennato a certe sensazioni che avevo nei miei periodi peggiori... come la derealizzazione la sensazione che tutto fosse un sogno, in certi momenti, in cui confondevo vero e falso e facevo la prima cosa che mi passava per la testa pensando "tanto non è reale"; oppure sensazioni di depersonalizzazione allucinanti, in cui non mi sentivo piu' dentro me stessa e non riuscivo a parlare e mi sembrava di vivere in terza persona.  Di altro, per il momento e finire questa prima parte vorrei aggiungere che durante tutta l'adolescenza ho sviluppato un disturbo a livello del pancreas: sono diventata iperinsulinemica con insulino resistenza, ergo stando a dieta mantenevo il peso, mangiando normale ingrassavo, ed ero quasi sempre senza energia. E questo penso abbia gravato molto su tutto quanto negli anni. Siccome ho scoperto questo problema “tardi” è da poco che sto meglio anche senza farmaco (metformina), ma devo dire che era una parte importante di tutto il casino e anche del motivo per cui ho smesso a 14 anni di fare equitazione e ho ripreso a 18 nonostante stessi malissimo.. il motivo è cha amo i cavalli e sono la mia salvezza, l'ho detto e lo ripeto. Ah sempre a proposito della glicemia eccetera.. alla fine del 2012 ho fatto il test d'ingresso per cinematografia a Busto Arsizio e l'ho passato, ma ho avuto una crisi d'ansia e da ipoglicemia tale che mi sono spaventata a morte e ho deciso di non continuare.. a volte ancora lo rimpiango, altre proprio no.



PARTE DUE: 2013/2014

L'inizio dell'anno è stato piacevole, perché il Natale era stato bello, ricco e rilassante (amo l'aria Natalizia!!!) anche se le stagioni che preferisco di più sono l'autunno e la primavera! Purtroppo poi piano piano sono andata in crisi e mia madre è dovuta andare a lavorare fuori casa da delle signore.. così io sono rimasta a casa con fratello e padre e son stata malissimo, mi sentivo abbandonata e cercavo rifugio in palestra (ho anche fatto un piccolo corso di KMA). Ho ritrovato vecchi pensieri e comportamenti nonostante mi sentissi meglio fisicamente e non mi tagliassi da più di un anno (wow!!), poi ho fatto il corso per l'abilitazione a montare di secondo grado e ho interrotto bruscamente tutti i farmaci che continuavo a prendere perché era un momento di rabbia e confusione. Questo mi ha mandato totalmente in crash, nausea e attacchi d'ansia e rabbia, fino a che le ho riprese e assieme mi sono un po' ripresa. Poi sono andata a Londra! Felicissima di esserci riuscita, stavo proprio meglio ed ero arrivata a 63 kg! Io sono 170 a proposito, e il peso forma che ho sempre agognato sono i 57/59 kg. Poooi, posso dire che in quel periodo ho preso la decisione importante di provare a studiare filosofia a Lugano, in Svizzera, e sono contenta di questa scelta.. pur di continuare con l'equitazione: questo era imprescindibile! A giugno ho tolto due denti del giudizio in anestesia totale (gli altri gli avevo tolti in ambulatorio: ahia.) e si è rifatto vivo D. Il mio amore perduto. C'è stato un po' un tira e molla, per una storia in cui io ero presissima. Alla fine abbiamo continuato solo a mandarci qualche mail durante l'anno. L'estate è stata piacevole tra lago, sole, baita, disegni eccetera, ma mia madre ha subito nell'arco di sei mesi altri due interventi pesanti: uno alla schiena e uno alle vertebre del collo, e io ci sono stata molto male.. ho un rapporto quasi simbiotico con mia madre, e faccio davvero fatica a staccarmi da lei, ma cerco di viaggiare verso un'autonomia decisiva e importante per il mio futuro. Ad ogni modo poi ho iniziato finalmente l'università: non sopportavo il “vuoto” di agosto, ed ero esaltatissima. Ah stavo anche facendo la patente! Ci ho messo quasi un anno per motivi burocratici e i farmaci che prendo però ce l'ho fatta! E anche questo è stato un grande passo avanti: adoro guidare e prima ne ero spaventatissima! Senza perdermi oltre però: università okay, nel senso che mi sono piaciute le prime due settimane ma poi mica sono andata in crisi! Troppo stress, troppe cose nuove, l'esame della patente, troppo tutto, e sono stata male due settimane, mi sono anche ammalata (di nuovo! Mi ero ammalata appena all'inizio del mese) e ho passato due settimane brutte in cui volevo rinunciare a tutto. Passato il momento ho ripreso e dopo un buon Natale ho affrontato la mia prima sessione d'esami: è stato tutto okay all'inizio poi crisi depressiva gigantesca, attacchi d'ansia agli esami, la vergogna, la sensazione di non essere all'altezza e sono stata un mesetto indecisa se continuare. Poi ho deciso di sì (so essere molto testarda!) Ma per mia gran sfortuna mi sono ammalata di nuovo, per tre settimane stavolta: faringite, candida in gola tosse eccetera.. ergo due giri di antibiotici perché non guarivo e basta. Oltretutto avevo l'esame dell'abilitazione a montare di terzo grado e stavo malissimo e mi hanno promossa per misericordia perché ho fatto schifo!! Il periodo marzo/aprile è andato abbastanza bene non fosse che io ero stordita dalla seprazione dei miei che stava avvenendo sotto i miei occhi, ed ero impotente, rabbiosa e triste, ma senza riuscire a razionalizzare ero un po' “persa”, e non capivo. Questa cosa piano piano mi ha fatto sempre più male. Anche perché la rabbia per mio padre mi mandava in rotta con tutto il mondo della musica che collegavo a lui: ho lasciato il coro, non suonavo più, non ascoltavo più certe cose.. Poi vedevo il dolore di mia madre e mi sembrava di soffrire doppiamente. Cos'è successo dopo una Pasqua senza di lui e un po' di “serenità”? Che sono caduta dalla Didi, la mia amata cavallina, e mi sono fatta molto male: ferma un mesetto, mi sono ammalata di nuovo (altro antibiotico) dovevo studiare tantissimo, saltavo altre lezioni e voilà crisi durante la sessione estiva: overdose di farmaci per il “troppo”, troppo impegno, troppa stanchezza, troppe emozioni, troppi esami, troppe malattie e zero cavalli. L'ho detto, ripetutto e lo ribadisco: i cavalli mi salvano, a cavallo sono me stessa, fuck il peso e tutto, non penso e siamo io e il cavallo e sono forte, me, vera, io. Tra una cosa e l'altra nell'ultimo mese ho ripreso a vedere la mia vecchia psichiatra che avevo lasciato male (G.) e ho cambiato la terapia per cercare di sopravvivere. Ora sarò affiancata da una psichiatra qui del CPS davanti a casa mia e da un nutrizionista forse.. sì perché per la troppa nausea e ansia e medicine negli ultimi due mesi ho perso 6/7 kg, ed è tutto un caos. Ho dimenticato di dire che il prof G. Ho continuato a sentirlo per email tutto il tempo e a vederlo perché spesso andavo su al mio ex liceo, e che ho un po' esagerato con lui ultimamente ma mi sta vicino e ne sono strafelice. Tra una cosa e l'altra mi sono anche molto sbloccata e ora riesco a leggere e disegnare molto, sono quasi maniacale in tutto quando non sono in crisi da suicidio, non lo so! Accidenti.. Poi ho ricontattao il mio vecchio prof delle medie e cui ho accennato sopra come la mia prima dipendenza affettiva “interrotta”.. bè ora mi sta vicino anche lui: ci siamo visti, ci scriviamo e parliamo. Con la prof V. Invece piano piano ho recuperato un piccolo rapporto civile e ora le voglio bene e aspetto tanto di poterle parlare. Per il resto...  Ho risentito il mio grande amore e gli ho detto addio per sempre (spero) e ho capito una cosa fondamentale: io uso e gioco con gli uomini e mi prendo per quelli che mi usano e giocano con me.. ho avuto varie esperienze negli ultimi anni (inutile specificare e raccontare) che mi hanno confermato questa cosa terribile: come farò? E niente per adesso.. cerco pace, cavalli, salute, libertà, sole, boschi e baita. E questo è quanto direi! Almeno per il momento..

2 commenti:

  1. Ho letto :-) sai cosa ti dico...? Che mi sembri molto una persona profonda e dalle tante risorse :-)
    Mi spiace per tutto quello che hai passato / stai passando però vedo che hai avuto il coraggio di affrontare te stessa, di guardarti dentro..
    Oddio anche io sono legatissima a una mia prof...l'ho idealizzata troppo temo, però le devo tanto ed è grazie a lei che ho forse deciso di andare da un cavolo di psicologo...
    Non sapevo che tagliarsi rilasciasse endorfina, ora tutto si spiega XD
    Ti auguro tanto di riuscire a trovare/ mantenere un equilibrio, anche se davvero sei già stata brava ...

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    1. ti ringrazio molto, soprattutto di aver letto il papiro!!! Un abbraccio, spero troverai la strada per ritrovare serenità e una vita vera.
      M.

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